“Indivisibili”. Intervista al regista Edoardo De Angelis.

image0a02

“Indivisibili”è una di quelle storie che ha dell’incredibile. Una di quelle storie che non dimentichi facilmente, ricca di sentimenti contrastanti riconducibili ai classici drammi della tradizione napoletana dove sognare la normalità non è da tutti. Per molti rappresenta un diritto che l’uomo acquisisce semplicemente con la nascita, mentre per altri non è che pura utopia. In una Castel Volturno tormentata e piena di contraddizioni, il regista Edoardo de Angelis , alla sua terza opera cinematografica, ci racconta l’incredibile storia di Viola e Daisy. Due gemelle siamesi che esibendosi come cantanti ai party privati ed eventi locali, intrattengono invitati di ogni genere con il solo scopo di racimolare quel che si riesce per dar da vivere a tutta la famiglia, la quale non fa altro che sfruttare la “deformità” delle giovani cantanti per trarne profitto. La storia cambia quando alle due viene data la possibilità di potersi separare e di condurre quindi una vita normale, ma non troppo tardi questo scatena l’ira del padre , nonché manager schiavo del gioco d’azzardo, sopprimendo cosi ogni sogno di libertà e normalità che ogni ragazza a quell’età è abituata ad avere. Un film commovente capace di mescolare sentimenti forti come amore ed odio in un contesto che ha del surreale, accompagnato dalle coinvolgenti ed ancestrali melodie di Enzo Avitabile.

Dopo aver trionfato alla Mostra del Cinema di Venezia vincendo il premio FEDIC, il Lina Mangiacapre, Francesco Pasinetti per il miglior film e il premio Gianni Astrei, ed aver sfiorato per un soffio la candidatura all’Oscar, Indivisibili fa ritorno a Castel Volturno dove il 27 Settembre è stato proiettato al cinema Bristol in Anteprima. Presenti all’evento, organizzato da Villaggi Globali, la produzione, l’intero Cast del film,  e naturalmente il regista Edoardo De Angelis, che abbiamo avuto modo di conoscere da vicino per un interessante confronto sul film.

Indivisibili ha scelto di partire da dove tutto ha avuto inizio e iniziare cosi il tour nelle sale di tutto il mondo.  Castel Volturno, grazie alle sue “assurde” contraddizioni che l’hanno contraddistinta nel corso degli anni , è risultato essere lo scenario perfetto per De Angelis, riuscendo ad essere un tutt’uno con i sentimenti e gli animi dei personaggi del film.

 

indivisibili_deangelis

 

Perchè Castel Volturno?

Questa è una terra bella ma martoriata, porta su di se le cicatrici della violenza. Eppure non ha del tutto perso la bellezza, ma sopratutto gli uomini e le donne di questa terra non hanno perso il desiderio e la capacità di ricostruire e ricostruirsi.

Castel Volturno rappresenta quel bilico tra vecchio e nuovo, tra bellezza e bruttezza, che è un po’ la sintesi della vita.

 

E che è anche un concetto ricorrente nel suo film, ovvero la ricerca della bellezza in contrapposizione alla bruttezza?

Si esattamente.

 

Presumo lei abbia cercato di conoscere il territorio. Di conoserne le dinamiche Spesso i mass media ed anche la cinematografia recente ne ha sovente esaltato i mali,  strumentalizzandoli e destando la reazione di chi vive ed investe. 
Non Crede che il suo film possa essere letto da chi vive come l’ennesima occasione per esaltare solo gli aspetti negativi e non le risorse?

Io guardo questa terra con gli occhi di un innamorato e soffro per gli aspetti di sofferenza di questa terra eppure non smetto di amarla.  Trovo poco interessante non solo l’atteggiamento che mira a mostrare solo gli aspetti negativi, ma anche all’atteggiamento finto che mira a nascondere. Questa terra si mostra sotto il cielo ed è sotto gli occhi di tutti com’è, con le sue contraddizioni, ed è questo l’aspetto che mi interessa. E’ una terra viva con le sue ferite però che guarda avanti.

 

Ma qual’è il linguaggio del cinema di De Angelis? Quali sono le caratteristiche  che lo distinguono dalla scena italiana e che hanno colpito la critica? 

Guardi il linguaggio cinematografico si esprime con chiarezza soltanto al cinema. Descriverlo è difficile ed è un onere che forse spetta più ai critici o chi li racconta. Io non faccio scelte in contrapposizione con niente. Porto avanti una mia ricerca, che punta al raggiungimento di un esperienza, di un’avventura che è non solo emozioni a livello superficiale, ma che smuova veramente dentro. Punto ad un’emozione che resti che sia portatrice di una visione del mondo.

 

Proprio stanotte abbiamo appreso della candidatura agli Oscar del film “Fuocoammare” di Rosi. Vorrei avere una sua opinione al riguardo e sapere se si aspettava che la scelta potesse convergere sul suo film?

Sicuramente la cosa poteva accadere a quanto abbiamo saputo.

Comunque,  al di là del risultato il sostegno, anche indignato, da parte del nostro premio Oscar Paolo Sorrentino, è un sostegno che ci lusinga, ci sprona a continuare, a fare il nostro lavoro con serenità e libertà. Lui ancora una volta ha dimostrato di essere una voce veramente libera in questo paese, di essere appassionato non solo di cinema ma anche di libertà, che ha esercitato pienamente. Mi riferisco a Paolo  Sorrentino che si è dissociato dal voto, ha preso le distanze pubblicamente da questo voto, perchè sosteneva il nostro film, Indivisibili. C’è stata una differenza di un solo voto.

Quindi la sua è una comprensibile delusione?

Guardi non è neanche una delusione.  Questo è un film che ancora non è uscito in sala e già ha creato molta confusione. Sappiamo bene di avere un effetto dirompente nel panorama italiano, e questo non significa sempre e solo consensi. Significa anche spaesamento, perplessità da parte di qualcuno.

Ma niente di tutto ciò ci delude. Perchè la collocazione più desiderabile di un film è nel cuore e nella mente di chi lo guarda.

 

 

Vincenzo Lo Cascio e Fabio Russo

 

Articolo pubblicato su: www.informareonline.com

Fonte immagini : http://www.sentieriselvaggi.it/

About the author

Vincenzo Lo Cascio

View all posts

Rispondi