Il caso letterario di Sabrina : Dai Social alla Rizzoli “Over .Un’ overdose di te” .

 

Il caso letterario di Sabrina : Dai Social alla Rizzoli .Intervista all’autrice di “Over .Un’overdose di te”, un romanzo da oltre due milioni di visualizzazioni.

“La droga più letale di tutte : L’amore”

sabrynex

Quasi per caso ,e per nulla programmata , è stata l’avventura che in pochi giorni ha portato Sabrynex  (Sabrina Afionay) ad essere una delle scrittrici più conosciute del web . Sabrina ha solo 16 anni e vive a Castel Volturno,  comune conosciuto al mondo per gli innumerevoli fatti di cronaca che negli anni hanno attirato le più famose emittenti nazionali e per un contesto sociale non proprio facile , ma è proprio grazie a questo contesto che Sabrina è riuscita ad emergere . Una fuga dalla realtà , dalle solite storie , dalle coppie che non credono più nell’amore , proiettandosi cosi in un universo parallelo che tutti possono apprezzare e a quanto pare con ben oltre 2 milioni di lettori , è stato ben più che apprezzato .Pubblicato dalla Rizzoli , il capolavoro di Sabrina è stato considerato un vero e proprio fenomeno letterario . Un inimmaginabile inversione di stile : Il digitale diventa cartaceo . Cosa che fa ben sperare, tanto da poter essere considerato un esempio per tutti coloro che intendono intraprendere questa strada .

  • Un successo improvviso . Come ha reagito ? E quali sono state le sue emozioni?

    Dato che sono molto timida, non è stato facile per me esternare le emozioni, anzi. Sono stata trasportata in un universo parallelo alla mia routine, alla vita di tutti i giorni e allora non notorietà. Quando ho visto che la gente ha iniziato ad interessarsi a me, ad invadere la mia posta elettronica e chiedermi continuamente del libro: lì ho realizzato che nulla sarebbe tornato come prima. Sono riuscita a rendere orgogliosa me stessa e la mia famiglia. Non c’è emozione più grande.

    2-  Spiegaci in poche parole chi è Sabrina , cosa ama fare e qual è il ruolo della scrittura nella sua vita.
    Sono una studentessa di sedici anni che frequenta un liceo artistico presso un indirizzo di oreficeria. Adoro i gioielli, poterli creare con le mie mani e dargli un significato solo mio. Amo studiare l’inglese e frequentarne dei corsi, è la mia seconda passione subito dopo la scrittura. Scrivo per liberarmi e tirar fuori tutto il casino che ho dentro, è un piccolo sfogo per creare un mondo tutto mio. Ha un ruolo molto importante nella mia vita.

    3-  Da dove nasce il suo amore per la scrittura?
    È dato un bisogno di distrarmi dalla realtà, dalla solita routine e dai soliti cliché che la vita ci/mi dà. Adora creare nuovi mondi, a volte più facili altre più difficili, in cui tutto è possibile ma non illogico. La passione per la scrittura è nata dopo quella per la lettura, che continuo a custodire gelosamente. Legarmi così tanto ai romanzi, ha fatto crescere in me la voglia di provare a scriverne uno!

    4-  Ci parli del suo libro…
    La storia gira intorno a questi tre ragazzi: Cherie, Hunter e Mitchell. Mitchell scappa da Londra per poi spendere due anni della propria vita a Boston, Massachusetts, per problemi con la legge. Quando torna, porta con sé un ragazzo dalla personalità travolgente e dal passato oscuro: Hunter Davis. Tra droghe, alcool e dipendenze si crea un racconto in cui ognuno cerca il proprio posto nel mondo. Hunter e Cherie si innamorano, dipendono l’una dall’altro, ma non lo danno a vedere. È un libro che tratta tematiche forti, sconsigliate, ma che spiega quanto è difficile fare a meno della droga più letale di tutte: l’amore.

    5-  Qualche avvenimento in particolare ha ispirato la sua opera?

    L’essere cresciuta in un quartiere in cui i ragazzi evitavano l’amore e si mettevano spesso, se non sempre, nei guai. Ho voluto mostrare una realtà in cui è facile uscirne, in cui l’alcool e il pericolo per quanto facciano male possano essere abbattuti. Mi è bastato affacciarmi al palazzo da dodici piani dei miei nonni, a Napoli, e trovare l’ispirazione negli occhi di chi sa amare.

    6-  Quali sono le sue origini?
    Sono di origini nigeriane ma da quando avevo undici mesi vivo con una famiglia affidataria napoletana. La mia mamma biologica è molto presente nella mia vita, mentre non ho notizie di mio padre non avendo mai creato un rapporto con lui.

    7-  Dai banchi di scuola alla Rizzoli . Com’è nato questo rapporto?

    I miei insegnanti hanno sempre commentato dicendo che nella vita avrei potuto far qualsiasi cosa, se solo ci avessi creduto fino in fondo. Hanno sempre ammirato il modo in cui, su carta, le parole mi escano meglio di quanto facciano a voce. La timidezza stessa mi ha portato a non mandare mai dei miei lavori a qualche casa editrice, ma restarmene la sera di fronte al PC e ai quadernini a buttare giù tonnellate di idee. Quando poi, grazie alla community di wattpad, sono stata contattata dalla Rizzoli, lo stupore era già a livelli indescrivibili.

    8-  Come hanno reagito le persone a lei care una volta appresa la notizia?

    Hanno tutti dato di matto! Felicissimi della notizia, dei traguardi e della mia passione che ho tenuto all’oscuro per quasi due anni. Solo la mia migliore amica ne era a conoscenza, per il resto tutti mi conoscevano come quella che i libri di leggeva e basta.

    9-  Quali sono i suoi progetti futuri? Ci sarà ancora la scrittura o è stata solo una parentesi temporanea?

    Spero non rimanga solo una parentesi, visto che ho sempre sognato di diventare un’autrice da quando ne ho memoria. I miei progetti sono quelli di studiare lingue e letteratura, di approfondire la mia conoscenza nel campo letterario e non fermarmi mai. Amo ciò che faccio e vorrei poterlo fare sempre!

10-Ha incontrato difficoltà durante la stesura del romanzo?
Non troppe. Le modifiche apportate sono quelle che avevo già in mente. Ho avuto momenti in cui non riuscivo a buttare giù un solo capitolo, ma per uno blocco dello scrittore durato quasi un mese. Quando finii il romanzo, la Rizzoli c’era. Il loro aiutato è stato fondamentale, mi hanno insegnato molte cose e hanno tirato fuori un talento che non sapevo di possedere.

11-Un’ultima domanda, o meglio un consiglio da dare a chi come lei decide di intraprendere questa strada .Quali sono gli ingredienti principali per scrivere un grande romanzo.

Gli ingredienti fondamentali sono tre: pazienza, passione e personalità. Bisogna farlo per se stessi, perché si vuole raggiungere un obbiettivo per dimostrare qualcosa a se stessi, non agli altri. Bisogna concentrarsi sulla meta, ignorando il tragitto per quanto duro possa essere. Credete sempre in voi stessi o circondatevi di qualcuno che lo faccia per voi, è così che si coltivano i sogni.

 

 

Vincenzo Lo Cascio

 

Intervista pubblicata su Informare – Magazine di promozione culturale Anno 14° NUMERO 155 Marzo 2016 pag.22  https://issuu.com/informareonline/docs/inf_marzo_155_web?e=2821391/33728874

 

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