Cannabis legale, pro e contro tra gossip e realtà

“Droga leggera è una locuzione di uso comune per indicare sostanze stupefacenti incapaci di creare dipendenza nel senso medico del termine” 

 

Creare dipendenza non è l’unica prerogativa che ci aiuta a definire quali droghe sono quelle buone e quali, invece , sono quelle cattive.

Il semplice fatto che le droghe leggere, in determinati casi, non creino dipendenza non le scagiona dall’essere nocive e pericolose. E’ inutile stare ad elencare i pro e i contro delle sostanze stupefacenti. La cosa certa è che la loro assunzione comporta un alterazione dello status, anche se temporanea, e la cosa che preoccupa sono i possibili danni verso se stessi o verso terzi scaturiti dall’alterazione della proprio condizione mentale. Ed è proprio questo che preoccupa gran parte dell’opinione pubblica. Lo stesso tipo di alterazione che potrebbe nascere dall’assunzione di alcool. E’ necessario imporre dei limiti, ma qual è il giusto limite da applicare? Qual è la giusta distanza che ognuno di noi deve stabilire dall’uso di droghe leggere?

L’uso di sostanze stupefacenti è stato da tempo un tema molto dibattuto nelle aule dei tribunali, parlamenti e trasmissioni televisive di tutto il mondo. Solo di recente in Italia il dibattito si è riacceso, dopo le pesanti accuse mosse dalla ex porno diva Eva Henger al tronista di Uomini e Donne Francesco Monte durante la diretta del lunedì dell’Isola Dei Famosi. L’accusa mossa nei confronti del giovane (se vera) comporterebbe delle conseguenze piuttosto gravi dal punto di vista giuridico dato che in Honduras sono previste pene molto severe per l’uso e la detenzione anche di droghe leggere come la cannabis. Paradossalmente in Italia la situazione è diversa.

Ma partiamo con ordine. Il Monte è stato accusato di aver introdotto all’interno della casa in Honduras dove soggiornano i concorrenti prima dell’inizio del programma qualche grammo di Marijuana. La cosa non desterebbe in Italia particolari preoccupazioni dato che l’uso personale di determinate sostanze non genere conseguenze  penalmente rilevanti, quasi di uso comune tra i giovani europei. Il problema sorge per la legislazione Honduregna. Li sono molto fermi sulla questione e chi detiene sostanze vietate rischia fino a 12 anni di reclusione oltre che sanzioni economiche. Il ragazzo naturalmente dopo le accuse è stato “costretto “a fare ritorno in Italia, forse per avere la possibilità di difendersi  dalle accuse mosse dalla Henger (uscita anch’essa dal programma )o forse per evitare che gli organi di polizia Honduregni arrivassero a lui prima della fine del programma. Poco ci importa sapere se Francesco Monte si sia fumato  qualche canna oppure no. Sta di fatto che la questione ha riacceso il dibattito nel paese, ponendo la questione su diverse basi, principalmente due : “Legale e Morale”.

Il dibattito in Italia ha avuto rilevanza mediatica per la prima volta grazie a Marco Pannella, leader del Partito Radicale. Fu arrestato dopo aver fumato una “canna” in pubblico sfidando cosi il governo reggente. Successivamente venne la volta della legge Fini-Giovanardi , che ha inasprito le pene  in merito alla detenzione e lo spaccio di stupefacenti senza far differenza tra droghe leggere e droghe pesanti cosa che avviene successivamente alla sua abrogazione e al ritorno della legge Jervolino-Vassalli.

Ora la materia è regolata dal dal T.U 390/1990. Secondo l’articolo 73 l’uso della cannabis è illegale, ma per quanto concerne l’uso strettamente personale è stato depenalizzato, ciò vuol dire che per i trasgressori il reato sarà punito esclusivamente con sanzioni amministrative ( ritiro della patente, ritiro del passaporto , ritiro del porto d’armi ecc… ) In considerazione di ciò ci pare molto difficile credere che l’ex porno diva abbia agito per tutelare se stessa e gli altri partecipanti al reality ( se fosse stato davvero cosi perché non dirlo subito invece di aspettare le nomination in diritta?), ma resta il fatto che il giovane Monte ha rischiato grosso in un paese dove le pene sono ben più severe. Ed è qui che il dibattito entra nel vivo.

E’ giusto dover nascondere quello che in alcuni paesi è possibile fare alla luce del sole?

Di recente è stata avanzata una proposta di legge formata da un gruppo di appartenenti al PD, SEL e M5S per la liberalizzazione delle droghe leggere e l’apertura dei Social Club. Un via libera decisivo all’uso della cannabis, non più vincolato al solo utilizzo terapeutico. Stando a quanto affermano i promotori, i maggiorenni potranno detenere una modica quantica della sostanza (5 gr fuori casa) e coltivare almeno 5 piantine tra le proprie mura domestiche.  Ci saranno negozi dedicati alla vendita della cannabis forniti di apposita licenza controllata dai monopoli. Come per le sigarette sussiste il divieto di fumare in luoghi pubblici, si potrà fumare nei Social Club, ovvero, associazioni formate da non più di 50 maggiorenni regolamentate come associazioni no-profit e registrate presso l’ufficio regionale dei Monopoli.

Senza ombra di dubbio una proposta che guarda al futuro. Di un’Italia pronta ormai a raggiungere gli altri stati dell’unione e a conformarsi alla legislazione già in vigore da almeno dieci anni in diversi paesi del mondo.

Resta la preoccupazione riguardo il mondo dei Social Club, senza la necessità di paragonarli ai famosi Coffeeshop di Amsterdam. Li il contesto sociale è nettamente diverso da quello italiano. Li la malavita non affonda le sue radici tra la gente. Li la legalità è cosa comune da anni.

Bisogna raggiungere prima di tutto il concetto di legalità, inteso come Vademecum con cui ogni cittadino quotidianamente persegue ed impone ai propri figli il “vivere correttamente” tra le gente. Nella situazione attuale si corre il rischio di trasformare le associazione ricreative in centri di smistamento della droga gestiti e coordinati dal malaffare.

Attraverso la liberalizzazione della cannabis, lo spaccio diminuirebbe notevolmente, ma comporterebbe anche un abbassamento dei prezzi della cannabis venduta dal mercato nero con una conseguente attività che metterebbe in pericolo la maggior parte dei fruitori. Chiaramente la sostanza venduta ad un prezzo più basso risulterebbe essere “allungata” con sostanze che poco hanno a che fare con la cannabis; e di certo anche se di scarsa qualità ugualmente appetibile agli occhi dei tossicodipendenti con scarse risorse economiche. E’ questo solo uno degli effetti collaterali che la liberalizzazione potrebbe causare. Bisognerebbe cercare di ridurre al minino il traffico illegale di stupefacenti prima di poter pensare di rendere legale ciò che è illegale. Alcuni esempi ci mostrano che la strada è ancora lunga.

 Prendiamo il caso di Castel Volturno.

Hotel Boomerang (ex Zagarella)

Nel comune casertano c’è il più grande coffeeshop abusivo d’Italia. Una struttura fatiscente, un ex albergo denominato Hotel Boomerang, frequentato da tossicodipendenti di ogni etnia per produrre, vendere e trafficare ogni tipo di sostanza illecita. Li c’è chi si prostituisce per drogarsi o chi uccide per riavere i soldi prestati a qualche tossicodipendente. Eppure quel mercato della droga è sempre li, in bella vista, a fronte strada, alla portata di tutti. Il più delle volte lo stato è intervenuto, ma il risultato è sempre lo stesso. Un nulla di fatto. Pochi giorni fa è stato rinvenuto l’ennesimo cadavere all’interno dell’albergo. Un uomo di 40 anni residente a Bellona, deceduto per overdose. Ed è per questo che mi chiedo se sia giusto fare dei passi avanti in tal senso pur sapendo di vivere in una società dove non si riescono a rispettare le regole fondamentale del vivere quotidiano o quantomeno risolvere i problemi che a tutti sono evidenti e che sono sotto i riflettori ogni giorni. Per questo credo che allo stato attuale delle cose sarebbe giusto liberalizzare la cannabis restringendo il campo al solo uso personale legalizzandola tra le proprie mura domestiche e commercializzando cannabis e hashish esclusivamente nelle farmacie. Ponendo il divieto di coltivazione e di associazione.

A noi poco interessa quello che accadrà tra l’ex tronista e l’ex pornodiva (sembra quasi una barzelletta) , ma è importante cogliere l’occasione per riaccendere il dibattito. La droga è una piaga che interessa tutta la penisola, dalla Lombardia alla Sicilia, e riuscire a rallentare il traffico garantendo introiti economici allo stato sarebbe davvero un successo.

 

 

Vincenzo Lo Cascio

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte Immagine Anteprima : https://hightimes.com/health/how-does-cannabis-help-ptsd/

Fonte Immagine articolo : http://www.radiomarte.it/marte/castelvolturno-uccisa-a-coltellate/

About the author

Vincenzo Lo Cascio

View all posts

Rispondi